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La qualità del suo lavoro è però da imputare ad altre esperienze, quelle che gli hanno trasmesso la vera passione: alla Ciau di S.Secondo di Pinerolo gestita allora dai titolari dell’attuale Ciau del Tornavento di Treiso d’Alba e l’ultima ma probabilmente la più importante quella al Flipot di Torre Pellice. La sete di conoscenza e la tanta voglia di comprendere l’abilità di grandi chef lo rendeva desideroso di fare ulteriori esperienze in altri importanti ristoranti, ma il poter gestire lui stesso una cucina, il poter creare, il poter mettersi alla prova, il poter personalizzare il suo lavoro, e non meno importante l’essersi innamorato di Mara tagliata per esaltare in sala le sue preparazioni ecco che preferì aprire un proprio locale quello creato dai suoi genitori negli anni ’70 : il “d’Andrea”.
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